Stampa

2019 ANALECTA

“ANALECTA”


“L’artista è chiamato a «leggere» il passato e a aggiungere la sua lettura al futuro. La lettura del passato è una abitudine, una tradizione…” Jannis Kounellis


Ai tempi dell’impero bizantino, la corrispondenza, ufficiale e privata, era la forma principale di comunicazione.


Ι sigilli di piombo, o bolle, di cui si occupa la sfragistica, assicuravano pertanto a questa forma di comunicazione la riservatezza dei documenti e ne garantivano l’autenticità.
Le iscrizioni e le scene presenti sulle bolle racchiudono sostanzialmente uno scenario multivariegato che nessun artista può facilmente ignorare. Tuttavia, anche per i ricercatori e gli studiosi, le bolle costituiscono una preziosa fonte di informazioni sulla vita e la cultura dei Bizantini. Quanto è rappresentato nei sigilli esprime generalmente il forte sentimento religioso alla base della fede cristiana della comunità bizantina, senza che manchino peraltro anche altre raffigurazioni di carattere non religioso.


Il loro aspetto artistico è ciò che mi ha affascinato e su cui si è focalizzato inizialmente il mio interesse.


Forme piccole, della grandezza di una moneta, incise con ispirazione, cura e competenza da abili artigiani dell’epoca, sono arrivate ai giorni nostri usurate dal tempo e con ossidazioni che, nonostante abbiano cancellato indistintamente i dettagli della raffigurazione, guadagnano tuttavia quel certo fascino misterioso dei segni del tempo, senza perdere in valore e interesse.


Con l’utilizzo di lastre di zinco che ho lavorato anche con la tecnica dell’acquatinta, ho tentato di trasporre su carta fatta a mano ciò che hanno sollecitato il mio sguardo e il mio sentire.


Ho giocato con lo specchio, come consentito dalle incisioni stesse, con il positivo-negativo, creando anche superfici incise che possono essere lette dal verso ‘giusto’.


Uno spesso filo cerato rosso l’ho utilizzato per le cuciture, creando insinuazioni, quasi dei riferimenti ai fili che legavano i sigilli ai rispettivi documenti.


Come ci si doveva aspettare, il fascinο segreto della cultura e dell’arte bizantina non poteva non condurmi a un altro nucleo di opere ispirate all’impero bizantino, finendo per creare due filoni di indagine (due aree tematiche di ispirazione bizantina) che potrebbero costituire i miei analecta, la mia personale antologia di tematiche a me care.


In questo secondo nucleo di lavori, hο creato dei piatti incisi con figure che potremmo definire incompatibili con il cristianesimo, ma che ciononostante si incontrano più in generale nell’arte bizantina e a cui gli uomini attribuiscono proprietà magiche e un carattere apotropaico. Si tratta di un riferimento a paure ancestrali e al loro superamento attraverso vie non razionali, qualcosa

che si potrebbe ritenere attuale, in tempi di paure e incertezze come quello che stiamo attraversando.


Maria Kompatsiari
Visual artist