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2018 Le pietre per sigillo Miltiadis Papanikolaou

“Le pietre per sigillo”: dal Piccolo al Grande


È vero che i segreti dell’Arte per antonomasia si trovino nei dettagli, ovvero nel disegno fine, nei contorni delicati, negli impercettibili chiaroscuri e nei toni cromatici lievi, in altre parole in quei valori che conferiscono alle opere una bellezza unica, così da dare una sensazione di creazione eterea non di mano umana, per usare le parole della critica d’arte.


Grandi artisti sono stati riconosciuti tali per la loro capacità di creare tali immagini, con la forza dei dettagli e la resa micrografica del cosmo materico. È impressionante scoprire grandi storie, temi esistenziali e questioni spirituali racchiusi negli oggetti più piccoli, quasi invisibili, dell’arte visiva (disegno, pittura o scultura), che solo il talento e la forza dell’ispirazione possono rendere così vividamente. Indubbiamente, è la dimensione alchemica dell’Arte ciò che trasforma completamente ed eleva qualunque tema ad un altro livello, così da ottenere un risultato alquanto inatteso. Se si aggiungono a quanto si è detto fino ad ora le relazioni tra queste immagini e le proprietà magiche o metafisiche a cui sono associate, ci si rende conto allora anche dei molti segreti che caratterizzano l’Arte propriamente detta e le creazioni insuperabili e uniche degli artisti di talento che la rappresentano.


L’artista Maria Kompatsiari si ispira ai piccoli oggetti dell’arte, a partire dagli antichi anelli sigillo che gli scavi archeologici continuamente portano alla luce e che impreziosiscono i nostri musei.
Il carattere versatile degli anelli sigillo è noto. Sono oggetti di piccole dimensioni, funzionali, ma anche ornamentali, realizzati con materiali semipreziosi, recano scene generalmente intagliate e possono essere di diversa forma. I temi rappresentati variano, così come anche la scelta dei colori, e a seconda del periodo storico, sono tratti dal mondo fantastico o da quello reale. Si tratta in buona sostanza di piccoli oggetti scultorei, che riflettono diverse fasi di sviluppo dell’arte antica, ed è questo che gli archeologi ne hanno inserito alcuni fra le opere d’Arte di alto valore e significato universale.


È una questione estremamente interessante dalla prospettiva delle arte visive seguire come la Kompatsiari abbia trasformato questi antichi oggetti d’arte in contemporanei capolavori d’arte. Il tema antico è ripreso in termini allusivi, principalmente come fonte originaria, in parte nella forma del sigillo o anche nella raffigurazione, a seconda dell’ispirazione dell’artista. Lo sviluppo del tema è impressionante. Ci sono opere dell’artista che sembrano scolpiti nello spazio, grazie alla superficie ‘plastificata’ con i colori uniformi, le forme austere, i contorni ben delineati e anche con l’ingannevole percezione dell’alternanza del vuoto e del pieno. La sua tecnica è unica (personale) e è evidente che ha richiesto molto tempo e abilità manuale. Altre sue opere uniscono l’immagine alla parola, la decorazione ai motivi, lo specifico all’astratto, il tutto esclusivamente attraverso la funzionalità visiva dell’arte, capace nondimeno di conferir loro una sensazione differente, creando immagini di pienezza espressiva.


Improvvisamente, il microcosmo della produzione di sigilli, da ornamentale, funzionale, o apotropaica e incredibilmente simbolica quale era, si trasforma in una moderna espressione della realtà contemporanea, grazie a un disegno che si distingue per qualità e valore. C’è fantasia nella realizzazione, una straordinaria percezione dello spazio e delle combinazioni cromatiche, una perfetta consapevolezza grafica delle figure e delle forme - il tutto soggetto a una struttura dinamica che presenta una certa affinità con l’arte astratta. I quadri dell’artista si distinguono per la bilanciata simmetria e per la precisione delle forme geometriche, e così il kosmos che ne deriva irradia un’aura magica che consente una comprensione contemporanea degli antichi simboli.


Questa raccolta di opere della Kompatsiari è tra le più compiute, con l’utilizzo di colori apocalittici in un dialogo creativo con le forme geometriche e una originale prospettiva che si basa sull’illusione, vale a dire sulla combinazione dell’antico con l’atmosfera drammatica dei piani cromatici. In ogni caso, Maria si esprime artisticamente con il vocabolario dell’astrattismo meta-figurativo, adottandone i colori intensi e definiti con straordinari risultati.


Miltiadis Papanikolaou


Professore di Storia dell’Arte, Università “Aristotele” di Salonicco